Incontro “Smartphone: libertà o solitudine?”

Venerdì 24 marzo 2023 alle h.18,30 Scholé si è tenuto l’incontro “Smartphone: libertà o solitudine?”

Seguendo quotidianamente i ragazzi abbiamo constatato l’impatto che l’uso continuo dello smartphone ha su di loro, sulla loro capacità di impegnarsi nello studio ma anche sulle relazioni che vivono. Per questo abbiamo pensato a un momento di riflessione con educatori e genitori con il dott. Bassani, neuropsichiatra che si è occupato di questa problematica. E’ stata un’occasione per condividere una preoccupazione educativa, traendone spunto per aiutare i nostri ragazzi a usare nel modo giusto uno strumento che può essere un’opportunità o una limitazione,  una libertà o una schiavitù.

Ad esso è seguito un buffet in cui è stato possibile riprendere i contenuti dell’incontro personalmente con alcuni genitori ed educatori.

L’incontro è stato seguito da un folto pubblico ed è stato reso possibile dalla fondazione Carisbo che ringraziamo.

   

Mi manca tutto di Schole’ ho passato dei momenti molto belli e indimenticabili. Ho conosciuto molte persone brave. Sono cambiata moltissimo lì dentro, tutto per merito vostro, sono sicura che i nuovi arrivati si sentiranno a casa come mi ci sentivo io.

Wiam

Io mi trovo benissimo a Scholé. Perchè è un ambiente molto tranquillo e la segrateria è molto simpatica e gentile si comporta davvero come mia mamma ad è sempre disponibile!
La cosa molto bella e importante è che ho trovato prof molto bravi   che mi hanno aiutato un sacco e mi hanno insegnato tante cose negli ultimi mesi. Tutti i prof sono molto gentili e bravi e insegnano molto bene!
Alla fine mi sento molto fortunata che sono parte di un ambiente molto bello e dove posso imparare tante cose e crescere.
Ho sempre desiderato studiare in un ambiente così perchè oggi è molto difficile trovare un posto dove tutte le persone sono molto gentili e positive.

A.M.

CENA MULTIETNICA

La cena multietnica di fine anno di Scholé si è svolta il 4 giugno 2019, con piatti di origine marocchina, pakistana, bengalese, napoletana, romagnola….. e tanto altro. E mentre si assaggiano sapori diversi ci si racconta cos’ha voluto dire per ognuno di noi venire a Scholé. E l’impegno a studiare di più l’anno prossimo!

 

 

NUOVE GENERAZIONI

Il 22 febbraio il prof. Gianni Mereghetti e El Maataoui sono venuti a raccontarci quale esperienza ha fatto nascere la mostra “Nuove generazioni: i volti giovani dell’Italia multietnica”

                   

Quando nel 2002 il Comune ci affidò un capannone da ristrutturare per questo servizio non potevamo immaginare la ricchezza di incontri e di amicizia che sarebbero nate. In questi anni la nostra città ha visto una notevole crescita del numero di giovani, stranieri di prima e seconda generazione, che frequentano la scuola con gravissime difficoltà linguistiche, culturali, economiche. Quello che da molti è considerato prima di tutto un problema diventa una grande occasione di amicizia e di incontro. Che a Bologna ci sia un luogo che apre le porte a centinaia di studenti di scuola media superiore ogni anno è poca cosa se si pensa ai grandi problemi dell’integrazione, della dispersione scolastica, delle varie forme di solitudine e disagio dei più giovani, ma è per il suo metodo una novità straordinaria e carica  di speranza. Ma soprattutto una grande occasione per me. In questi anni a Scholé ho imparato una posizione più umana e “gratuita” di fronte a tutti gli aspetti della vita. ( il tempo usato e i sacrifici che comporta sono stati la grande occasione per scoprire una tenerezza “strana” nei confronti  dei ragazzi, e di riflesso anche verso i miei cari o i miei studenti).

Licia

Faccio la volontaria a Scholè perché mi dona una sovrabbondanza di rapporti, con gli adulti, con i ragazzi di ogni scuola e di ogni nazionalità…. e questo arricchisce la mia umanità, mi fa scoprire l’utilità del mio tempo libero e mi rende partecipe della costruzione di uno spazio di mondo più umano!

Giuliana

“Un grosso capannone giallo. Nessuno penserebbe che questo bellissimo mondo sia nato in una semplice ex officina per treni gialla. Non posso che definirlo un bellissimo mondo, dove è stato possibile per me e tantissimi altri ragazzi migliorare se stessi. Scholé, infatti, non è solo un luogo di studio, ma anche un luogo dove si è costretti, e mi viene da dire per fortuna, a responsabilizzarsi e maturare. Per quanto riguarda lo studio è possibile colmare le proprie lacune grazie a una grandissima quantità di prof, specializzata in tutte le materie, sempre disponibili e gentili. La famiglia di Scholé è allargatissima in quanto comprende persone da tutto il mondo. Grazie a ciò è possibile conoscere nuovi modi di pensare e di vivere senza uscire dalle mura di Bologna e ciò è una grandissima opportunità per aprire le proprie menti e soprattutto formare se stessi”.

Claudio